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Tribunale e Tossicodipendenza 2018-02-10T17:13:47+00:00
Servizio per le Dipendenze Patologiche presso il Tribunale Ordinario di Milano Sezione Direttissime

L’intervento dei Servizi Sanitari per le dipendenze patologiche presso un Tribunale nasce nel 1995 a Milano, su iniziativa dei Servizi per le dipendenze del sistema sanitario (5). Il principale ideatore e promotore di questo progetto fu Dario Foà, insieme a Magistrati e altri operatori del privato sociale.

Dopo una prima fase di sperimentazione, durata alcuni anni, il progetto si è trasformato in un Servizio stabile presente ancora oggi, attivo tutti i giorni in cui sono effettuate le Udienze per Direttissima.  La legge prevede che la convalida dell’arresto avvenga entro le 48 ore. Entro 48 ore dall’arresto, avvenuto in flagranza di reato, il soggetto deve essere condotto in Tribunale per l’Udienza di convalida dell’arresto. Una volta che la persona viene condotta in Tribunale, inizia la procedura di intervento del Servizio per le Dipendenze.

All’interno del Tribunale di Milano sono presenti alcuni operatori dei Servizi Sanitari per le Dipendenze, che intercettano tutte le persone condotte per l’udienza e propongono un colloquio per verificare il loro eventuale bisogno di cura per problemi di dipendenza da sostanze o alcool. Questo si rende possibile attraverso un protocollo di intesa stipulato con il Tribunale.

Durante il colloquio viene chiesto all’arrestato se fa uso di sostanze o alcool, se ha in atto un programma terapeutico, con una struttura del territorio e se ha intenzione di continuare o intraprendere un percorso di cura.

Durante il colloquio con l’arrestato, si valuta la reale motivazione della persona a intraprendere/continuare un percorso terapeutico. In Tribunale vengono formulati prevalentemente Programmi Terapeutici Territoriali, con invio al Servizio di cura, SerT4 territoriale. Viene pertanto verificata la possibilità che il soggetto abbia una residenza presso cui stare e si contatta l’eventuale famigliare per verificare la disponibilità ad accogliere la persona. Durante il Programma Terapeutico la persona sarà autorizzata, in giorni e orari precisi, ad allontanarsi dall’abitazione per recarsi al SerT. Una volta verificata la disponibilità abitativa, si contatta il SerT per fissare gli incontri con la persona arrestata.

Il Servizio per le D.P., presente presso il Tribunale di Milano, può essere considerato un valido modello di intervento, che permette di intervenire in modo precoce per cercare una cura adeguata.

Questo Servizio si inserisce all’interno di un contesto legislativo esistente, dPR 309/90,  art. 89 che regolamenta la sua applicazione rendendolo uno strumento utilizzabile dal Giudice in fase di giudizio per Direttissima.

L’art. 89 del DPR 309/90

L’art. 89 del DPR 309/90 titola: «provvedimenti restrittivi nei confronti dei tossicodipendenti o alcoldipendenti che abbiano in corso programmi terapeutici». Esso si rivolge a soggetti sottoposti a giudizio di primo grado o ristretti in misura cautelare in attesa di un ulteriore grado di giudizio, quindi prima che la condanna sia divenuta definitiva. Non rappresenta una misura alternativa alla detenzione ma una modifica della misura cautelare. L’autorità competente è la Procura presso l’organo giudicante che ha emesso la condanna.

Il comma 1 recita come segue:

«qualora ricorrano i presupposti per la misura cautelare il giudice, ove non sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, dispone gli arresti domiciliari quando imputata è una persona tossicodipendente o alcoldipendente che abbia in corso un programma terapeutico di recupero presso i servizi pubblici per l’assistenza ai tossicodipendenti».

Ed al secondo comma: «se una persona tossicodipendente o alcoldipendente, che è in custodia cautelare in carcere, intende sottoporsi ad un programma di recupero […] la misura cautelare è sostituita con quella degli arresti domiciliari»

Questa norma è poco conosciuta sia dagli operatori dei SerT che dagli avvocati difensori e quindi poco applicata.

Per favorirne l’applicazione occorrerebbe, per quanto concerne i processi per direttissima, instaurare la presenza in Tribunale od un collegamento in tempo reale, tra un servizio per le dipendenze ed il Giudice monocratico, per potergli fornire le informazioni necessarie per poter applicare la norma.